Tra ombre e silenzi: la memoria sbiadita di un "noi".
DOI:
https://doi.org/10.23823/y1c7dp12Palabras clave:
terapia domiciliare, terapia di coppia, sistema emozionale, triade rigida, famiglia psicosomatica.Resumen
Il processo clinico descritto nell’articolo prende avvio da una richiesta di intervento di carattere individuale e domiciliare, incentrata sul disagio specifico di Daniele, che in breve tempo si è trasformata in una domanda sulla relazione di coppia, grazie ad una serie di elementi che, insieme, hanno significativamente influito sull’evoluzione del processo clinico.
La cornice teorica sistemico relazionale ha permesso di esplorare modelli transazionali, confini, ruoli e dinamiche di coppia. Il tramite della terapia domiciliare di coppia, si è rivelato essere una prospettiva privilegiata ed estremamente arricchente: è stato possibile osservare direttamente il loro contesto di appartenenza e quanto l’ambiente della loro casa riflettesse, di volta in volta, il clima relazionale che caratterizzava il sistema. Ulteriore elemento cruciale e potente motore di cambiamento è stata la supervisione clinica, che ha favorito l’emergere di nuove riflessioni e significati, verso nuove prospettive di intervento.
La narrazione della coppia ha rapidamente lasciato spazio a sofferenze condivise e assieme ad esse alla possibilità di esprimerle liberamente, rinunciando gradualmente alle vecchie modalità relazionali di evitamento del conflitto, verso una maggiore definizione di sé, sia in termini individuali che di coppia.
Tutti questi elementi hanno consentito un’esplorazione più ampia e maggiormente orientata sul loro mondo relazionale, sulle loro modalità di interazione e sulla loro storia familiare, all’interno di una cornice trigenerazionale, aprendo a possibilità inedite.
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